Rebirthing Transpersonale

Rebirthing Transpersonale

Il rebirthing transpersonale è una tecnica di respirazione (breathwork) che induce ad uno stato di connessione profonda con il nostro essere.

L’attivazione del respiro circolare con un adeguato approccio psicologico, concedono la possibilità di liberarsi in poche sedute da blocchi e schemi di pensiero limitanti.

Le sessioni equilibrano l’ampiezza del respiro accompagnando il soggetto da uno stato di iperventilazione ad una naturale ossigenazione, portando benefici rapidi sia a livello emotivo che fisico e aumentando le capacità intuitive.

La maggior parte degli squilibri infatti, è dimostrato che avviene da un’incapacità di respirare correttamente ed è molto diffusa dai ritmi della vita di questo periodo.

Il rebirthing riprende i fondamenti  delle potenzialità del pranayama e di atre tecniche simili, con lo scopo di espandere la consapevolezza fino a rivivere direttamente le esperienze che hanno originato ansia, depressione e blocchi energetici integrandoli nel sistema nervoso.

La respirazione circolare continuata trasporta alla radice del problema, rivivendolo, con la conseguente risoluzione ed integrazione emotiva.

La sessione di rebirthing transpersonale rilascia antiche tensioni accumulate, rabbia inespressa ed apre le porte ad uno stato di serenità e benessere.

Per chi segue percorsi di ricerca interiore, facilità il riconoscimento degli schemi di identificazione dell’ego, penetrando all’interno di uno stato di consapevolezza profondo, che porta ad osservare con maggior chiarezza gli inganni narcisistici, e le gabbie mentali, rivelando quella che grandi saggi di tutti i tempi hanno definito come lo “stato naturale”, il “qui e ora” dove la mente risulta essere trasparente e spontaneamente attenta.

L’apertura del diaframma generata da una nuova capacità di respirare, cambia il modo di percepire la realtà.

Il Rebirthing transpersonale ti collega al “tutto”

La coltura occidentale è sostenuta da due correnti filosofiche, una a sostegno di una realtà dualista in cui non viene messa in discussione l’esistenza di un Io separato dall’unità della coscienza alimentando così l’identificazione con il corpo, che al contrario, nelle colture dell’antica saggezza indiana viene considerata un’illusione “Maya”.

La respirazione conduce naturalmente verso stati “olotropici” che favoriscono l’esperienza naturale di unità con il tutto, educando l’ego a mantenere uno stato di equilibrio, poi gradualmente, condurlo alla sua completa trascendenza, in cui realizza di non essere mai veramente esistito.

Come tutte le “buone novelle” non è sufficiente ricevere la narrazione del percorso, ma è necessario vivere l’esperienza e ripeterla più volte, ogni “tuffo” o “bagno nel Sé” apre nuovi stadi di comprensione e consapevolezza, integrando la pratica di ogni sessione nella propria vita.

Questa prospettiva attiva una spontanea chiarezza mentale, che a sua volta, permette di ricevere le corrette chiavi di lettura della propria vita.

Questo è l’inizio della fine della sofferenza, comprendiamo con maggior facilità gli insegnamenti, le virtù e anche talvolta i talenti, maturati e ricevuti anche attraverso esperienze dolorose, ma con l’unico scopo di qualificarci e guidarci nella nostra missione dell’anima.

In seguito rilascia la possibilità di andare oltre anche a questa illusione, realizzando la propria vera natura.

Sat Chit, Ananda…Esistenza, Coscienza, Beatitudine.

 

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