Sentirsi bloccati: cosa significa?
Spesso significa non riuscire a vedere le opportunità della vita sentire di avere un posto garantito nel mondo o non voler far parte di questa manifestazione.
Sono queste convinzioni che possono derivare da un‘ eredità dell’anima e che necessitano di un’attenzione particolare, sembrano crearci grandi ostacoli e impossibilità di ogni genere perché chiedono di essere osservate per svelare preziosi insegnamenti.
La respirazione profonda e circolare o la meditazione in onda “theta” entrambe ci rendono consapevoli di antichi schemi acquisendo virtù e insegnamenti a volte mediante le difficoltà.
Differenti culture e filosofie religiose insegnano che la sofferenza è necessaria all’evoluzione, ma è altrettanto vero e non così diffuso, il messaggio che è possibile crescere ed emanciparsi per mezzo della gioia, rilasciando il dolore.
A volte giungono esperienze di conflitto, altre di pura sofferenza, tristezza senso di inadeguatezza, inferiorità, sono tutti piccoli allarmi che invitano all’osservazione, ma sappiamo come fare?
Abbiamo uno strumento, una direzione da seguire?
Se la risposta è si è perché in genere qualsiasi sentiero è stato verificato nei fatti.
Comprendere i nostri limiti
Non ci accontentiamo delle parole, o di dogmi imposti, la concretezza fa parte di un punto di partenza fondamentale, non si può parlare di realtà assoluta se siamo ancorati ai nostri limiti da comprendere.
Quando ci avviciniamo a qualcosa che realmente produce cambiamento, soprattutto nel sentirsi bloccati.
Spesso giungono ostacoli impegni all’ultimo minuto, ma un piccolo sussurro ci guida verso quel prossimo passo avanti che anni dopo torniamo a benedire 100 e 1000 volte.
Impariamo a capire con il lavoro su sé, che la chiave di tutti i cambiamenti che vorremmo vedere all’esterno risiede dentro di noi, proprio dentro quei limiti e all’interno dei più insidiosi ostacoli, che una volta compresi rivelano i loro tesori.
Questo è uno dei 1000 itinerari del cercatore, inizia per sottrarsi al disagio e al conflitto poi continua alla scoperta di quella gioia senza fine che grida e ci richiama costantemente alla sua scoperta; ecco perché si dice: “al meglio non c’è mai fine”.
A volte ci fermiamo, entriamo in pausa, pur sapendo che andare avanti è nel flusso della vita, le soste fanno parte del processo.
Il ritmo della vita viene dettato non più dagli impegni incessanti, ma dalla nostra vera natura, che ci porta a sentirci sintonizzati nel fluire dove tutto accade spontaneamente.
Iniziamo a sentire il vero sostegno del soffio vitale.
La vita e la morte si alternano ma non sembriamo esserne così toccati come prima, in questo stato possiamo sentirci come ci viene, liberi senza opporre resistenza.
Aprire le porte ad una corretta respirazione è l’inizio, se non respiriamo correttamente, contratti da ansie e paure, ci sentiamo disconnessi, privi energia, e sopraffatti dalla vita.
Sentirsi Bloccati: l’espansione del respiro
Imparare a respirare e a riprendere il centro di noi stessi è un “passpartout” per qualsiasi sentiero, la meditazione diventa più accessibile, morbida per chi pratica da tempo, e più profonda, non trovando quei blocchi così marcati dettati spesso da una prolungata costrizione.
Tutte le discipline trovano beneficio, potenziate dall’espansione del respiro.
Torniamo a permetterci di prendere contatto con le nostre emozioni senza respingerle o percepirle come estranee.
La realtà della nostra coscienza è che è una sola cosa con l’anima incorporea, così affermano coloro che sanno.
Ma in questo gioco la comprensione deve essere graduale senza bruciare le tappe, è necessario concedersi il tempo debito secondo Il proprio ritmo.
Quando si vive disconnessi, è normale voler uscire subito da quello stato, ma dovremmo essere anche in grado di sviluppare quella capacità di sopportazione necessaria a qualunque cercatore.
Il sano sforzo iniziale cade da solo quando la pratica diventa profonda e consapevole, e la vita si apre all’unisono rivelando tutta la sua bellezza.
