Chi detiene il potere del cambiamento?

Come osservare il potere di un cambiamento.
Senza anni d’indagini e lunghe terapie.

Ti svelo ciò che innumerevoli saggi precursori hanno scoperto in materia di vero cambiamento.

Anzitutto scoprire chi vuole cambiare e cosa modificare nella propria vita.

Una chiarezza d’intenti e obiettivi è una base di partenza fondamentale.

Ci sono tre approcci differenti:

1) La ferma credenza di essere un corpo. In questa condizione ci sono innumerevoli bisogni, legati all’idea radicata di essere un corpo separato dal resto; desideri che aumentano a dismisura e siamo esposti a ogni tipo di malessere, in principio emotivo poi se trascurato trasportato sul piano fisico.

Trascorse molte sofferenze in questa dimensione, si cerca una via di uscita ed entrando in contatto con validi insegnamenti, cioè verificabili nella loro validità, si accede al secondo stadio:

2) L’essere testimoni, esiste uno spazio tra chi osserva e l’osservato, non c’è piena identificazione con il pensiero e viviamo la presenza in qualità di osservatori.

Qui con l’intervento della virtù del distacco, desideri e speranze crollano drasticamente, nel caso dovessero permanere verranno spontaneamente soddisfatti.

La vita in questa dimensione è più semplice, scorrevole e la chiarezza di una maggiore comprensione, scioglie molti dubbi alimentando quella gioia innata che spinge il cercatore ad andare oltre, a non fermarsi in un crescendo continuo di gioia.

Questo livello è quello del cercatore, conosce la strada per vivere una vita degna di essere vissuta e attua strumenti e modalità per mantenere e accrescere la quiete.

Per gradi o per istantanea comprensione, maturata da un lavoro precedentemente svolto, si accede al terzo stadio:

3) Dal punto di vista de Sè, scompare il desiderio di cambiare qualcosa, soprattutto scompare l’identità personale del “tal dei tali” che intratteneva memorie, speranze e desideri.

Si apre la porta a un fluire perfetto in cui la vita accade spontaneamente senza qualcuno che interferisce.

Può trattarsi di un “bagno” temporaneo o di una totale estinzione del senso d’identità separata.

In questo stato, per quanto i saggi di ogni epoca abbiano usato le parole per cercare di descriverne le qualità, solo un’esperienza diretta può essere completamente esaustiva. Viene infatti definito come “al di là della descrizione”.

L’uomo ha bisogno di passare attraverso queste modificazioni partendo dalla prima (Avidhya dal sanscrito ignoranza) passando per l’osservatore utilizzando (Dama – Autocontrollo) e praticando (Dhyana – Meditazione), attratto dalla gioia che questo stato accompagna, per poi comprendere che è solo l’ultimo stadio Quello che garantisce una pace stabile e incrollabile.

Quindi sorge una domanda:

Chi detiene il vero potere del cambiamento?

Ogni bene
Marco

PRENOTAZIONE PER IL CORSO:

    Ho letto la Privacy Policy e acconsento al trattamento dei miei dati personali.

    Dimostra di essere umano selezionando stella.