Advaita vedanta e le tecniche olistiche

Il sentiero dell’advaita vedanta (non duale) non entra in contrasto con alcuna religione, vede e dichiara che esiste una coscienza unica e indivisa di cui tutto e tutti facciamo parte.

I nomi e le forme, anche se rappresentano divinità, sono stati creati per permettere alla mente di focalizzarsi su qualcosa di tangibile per poi trascenderlo con più facilità.

Da non confondere quindi con i concetti religiosi che dichiarano proprio ed esclusivo spesso il modo di rapportarsi con il divino.

Cristo, Buddha, Khrisna  ed altri innumerevoli Santi e saggi di ogni tempo, dichiarano alla base di tutto una verità unica e indivisibile.

Le singole correnti religiose  e le traduzioni dei messaggi nel tempo ne hanno modificato  l’essenza creando discussioni ed anche a volte conflitti armati pur di affermare il loro credo.

L’ advaita vedanta è oltre tutto ciò

L’ advaita vedanta è oltre tutto ciò, rimanendo collegato all’essenza indivisa che permea ogni cosa e che non prende in considerazione il punto di vista di un’identità separata.

Un altro importante concetto dell’ Advaita Vedanta è quello di maya, che è identica all’ avidya.

Maya è responsabile dell’apparenza di Brahman come Dio, come anima individuale e come mondo.

Il mondo è sovrapposto a Brahman attraverso maya e che esso è né reale né non-reale ma indeterminabile (anirvacaniya).

Lo studio di Dio (Isvara), dell’anima (jivas) e del mondo (jagat), è comune a tutte le scuole vedantiche. Le scuole teistiche considerano queste tre categorie come realtà separate.

L’Advaita postula che esse sono la manifestazione di Brahman, che è pura coscienza non-duale. La Maya, sostengono gli Advaitin, nasconde la vera natura di Brahman e proietta il mondo, l’anima e Dio.

Dio e le anime sono entità complesse costituite da un elemento senziente chiamato consapevolezza e di un elemento non senziente chiamato maya-avidya.

I messaggi dei Maestri di questa corrente, sono così diretti e limpidi da impedire alla mente di subentrare o contrastare con il ragionamento logico, appunto perché provengono dalla fonte  originaria: La pura consapevolezza.

Le tecniche olistiche per mia esperienza diretta diventano efficaci e risolutive quando rispettano questo tipo di approccio (olos infatti dal greco “tutto”), ecco perché se spiegate da altri punti di vista possono diventare inutili o infruttuose.

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