Quando siamo in pericolo, chiedere aiuto ci viene naturale se riusciamo a farlo.
Il solo agire in quella direzione ci mette in uno stato di sicurezza e di protezione spesso necessario per poter procedere e metterci al riparo da pericoli che avvertiamo.
Molte volte mi è capitato di dover correre ai ripari chiedendo soccorso, erano momenti di estrema fragilità in cui si percepisce che la vita è davvero appesa a un filo sottile.
Ieri per esempio è accaduto proprio a me, avevo programmato un bellissimo giro intorno ai monti della Lessinia in Mountain bike, natura, panorami e una traccia accuratamente osservata e studiata prima di partire.
Il meteo non era dei migliori ma non abbastanza da fermarmi, sostenuto da quella sana voglia di immergermi nella natura e negli spazi in cui contatto pienamente me stesso.
Il navigatore inizia a perdere la traccia ad entrare in confusione, decido di cambiare itinerario, ma ancora la situazione non accennava a migliorare, continuavo a girare a vuoto senza una direzione precisa.
Un guasto alla bicicletta mi costringe a fermarmi.
Riparo anche questo imprevisto e con calma riparto, inizia a piovere forte e decido di ripararmi e mangiare un boccone, vengo attratto da un formidabile formaggio di malga amorevolmente preparato da mani esperte.
Nel frattempo terminato il delizioso snack, la pioggia lascia spazio ad un timido cielo sereno.
Riprendo la marcia e anche il navigatore traccia l’itinerario, ad un tratto mi ritrovo in una radura in mezzo a splendidi cavalli in libertà, attraverso la prateria seguendo le indicazoni e mi ritrovo in un sentiero scosceso ripido e scivoloso in cui era pericoloso proseguire ma anche ritornare indietro.
L’avventura è sempre stata un elemento necessario nelle mie uscite, ma qui iniziava ad essere al limite.
Chiedo aiuto! Lo faccio per due motivi:
Dare informazioni precise sulla mia posizione significa essere al sicuro.
La sensazione di supporto ti consente di fare facilmente quel passo in avanti che sembrava difficile, pericoloso o impossibile.
Mi siedo ai piedi di un albero chiudo gli occhi ed entro in me stesso quanto basta per decidere e avere la certezza di poter riuscire ad uscire dal pericolo in piena autonomia.
In dieci minuti ero fuori pericolo e avvertii i soccorritori che il loro intervento non era necessario.
È quanto avviene anche nella vita. Se ci affidiamo a quelli che crediamo possano supportarci, troviamo la forza di elevarci anche da soli.
Gli itinerari che portano a indipendenza e autonomia sono sempre validi traghetti evolutivi.
Imparare a riconoscere il pericolo che c’è dentro, superando la paura, crea coraggio.
Credere di non essere in grado di superare un ostacolo, di essere sopraffatti dagli eventi, di non avere le energie necessarie per superarli, non è una verità assoluta ma una semplice credenza da sciogliere.
La vita è meravigliosa quando la leggiamo e raccogliamo i messaggi che diffonde anche in situazioni estreme.
Buon viaggio.
Marco